Lezione 3 di 10, 13 minuti di lettura

Varianza, deviazione standard e quartili

Gli indici di variabilità: campo di variazione, varianza, scarto quadratico medio, coefficiente di variazione, quartili e diagramma a scatola.

Stessa media, dati diversi

Due classi hanno entrambe media \(7\). Nella prima tutti hanno preso \(6\), \(7\) o \(8\); nella seconda i voti vanno da \(3\) a \(10\). La media non vede la differenza: servono gli indici di variabilità, che misurano quanto i dati sono dispersi.

Il campo di variazione

Il più semplice è il campo di variazione: valore massimo meno valore minimo. È facile da calcolare, ma dipende solo da due dati, magari eccezionali.

Varianza e scarto quadratico medio

L'idea è misurare quanto ogni dato si allontana dalla media, cioè il suo scarto \(x_i - \bar{x}\). Gli scarti però hanno somma zero (quelli positivi compensano i negativi), quindi si elevano al quadrato.

Il coefficiente di variazione

Per confrontare la variabilità di dati con medie molto diverse si usa il coefficiente di variazione:

\[CV = \frac{\sigma}{\bar{x}}\]

di solito espresso in percentuale.

Quartili e diagramma a scatola

I quartili dividono i dati ordinati in quattro parti uguali: \(Q_1\) (primo quartile), \(Q_2\) (la mediana), \(Q_3\) (terzo quartile). La differenza interquartile \(Q_3 - Q_1\) contiene la metà centrale dei dati ed è poco sensibile ai valori estremi.

Il diagramma a scatola (box plot) disegna una scatola da \(Q_1\) a \(Q_3\), con una linea sulla mediana, e due "baffi" fino al minimo e al massimo.

Esercizi

Verifica veloce

Tutti i dati di un insieme sono uguali. Quanto vale lo scarto quadratico medio?

Verifica veloce

Quale indice contiene la metà centrale dei dati?

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